23 novembre 2025

Taburno-Camposauro
 Monte Pentime (1176 m) da San Liberatore

Direttori
Aldo Pirone329.1793550
Antonio Vulcano339.8415389
Tipologia di percorso
AR
Difficoltà
E (Escursionistica)
Dislivello positivo
circa 600 m
Durata
5 ore (escluse le soste)
Lunghezza
circa 8 km

Scheda escursione

Appuntamenti

ore 08.15

Appuntamento a Benevento in via Gabriele D’Annunzio (coordinate GPS: N 41.128128, E 14.793585) e partenza con auto proprie alla volta di Torrecuso (BN) – da Benevento Km 23, circa 30 min.

ore 08.45

Raduno partecipanti presso al chiesa di San Liberatore a Torrecuso (Coordinate GPS WGS84: N 41.18197  E 14.67130 – posizione GoogleMaps) e inizio escursione entro le ore 9. 

ore 15.00

Orario presunto di termine dell’escursione.

Itinerario

Eremo di San Liberatore (540 m) – eremo di San Menna (935 m) – Monte Pentime (1176 m). 

Equipaggiamento

Equipaggiamento minimo indispensabile: Abbigliamento da trekking a strati adeguato alla stagione e alle previsioni meteorologiche, scarponi da trekking, zaino.
Cosa portare nello zaino: Giacca antivento e antipioggia, pile, colazione a sacco, acqua, indumenti di ricambio in sacco impermeabile. Utili i bastoncini da trekking.

Partecipazione

L’escursione è aperta sia ai soci CAI che ai simpatizzanti muniti dell’idonea attrezzatura, previa sottoscrizione dell’assicurazione giornaliera obbligatoria (costo 8,40 euro). Per partecipare è obbligatorio prenotarsi entro le ore 20 di venerdì 22 novembre, contattando uno dei direttori dell’escursione.

La partecipazione all’escursione implica la conoscenza integrale e l’accettazione incondizionata del programma dell’attività, come presentato nella scheda di escursione, e delle norme del “Regolamento di partecipazione alle attività Sociali” del C.A.I. di Benevento, scaricabile qui.

Avvertenze

a) I Direttori di escursione si riservano di modificare in tutto o in parte l’itinerario in caso di necessità.

b) I Direttori per la loro responsabilità si riservano di escludere dalla propria escursione i partecipanti non adeguatamente attrezzati e allenati.

Per info e adesioni contattare

Anna Mazzeo – 349.4292998    
Maria Grazia Varricchio – 380.7282165  

Descrizione dell’itinerario

Il Monte Pentime (1168m) è l’ultimo rilievo a nord-est del Taburno Camposauro e corrisponde al profilo del volto della Dormiente del Sannio. E’ di natura calcarea con presenza di rudiste e risale al Giurassico medio superiore. L’etimologia del nome deriva probabilmente da una parola prelatina del tardomedievale (péntima)  e significa “terreni in pendio”, ma c’è  da considerare anche la radice osca “pen” che significa sommità, montagna, roccia.
L’escursione inizia dall’eremo di S. Liberatore, nel territorio di Torrecuso, in località San Giovanni del Monte, legato direttamente alla Chiesa della Santissima Annunziata. Partendo dall’eremo percorreremo un breve tratto di strada asfaltata in salita con forte pendenza (circa 600 m) per girare poi a destra su una strada brecciata. Circa a metà percorso imboccheremo un sentiero sulla montagna che, successivamente, ci porterà di nuovo sulla brecciata che termina nei pressi dell’eremo di San Mennato.
La salita fino all’eremo presenta una pendenza costante e non eccessiva e ci permetterà di godere dei magnifici panorami sulla vallata circostante.
Fatta una breve sosta presso l’eremo ci dirigeremo alle spalle dello stesso seguendo i segnali CAI lungo il costone roccioso fino alla cima dove è posizionata una grande croce. Il ritorno avverrà lungo lo stesso percorso.

Eremo di San Liberatore
L’eremo di S. Liberatore sorge nel territorio di Torrecuso, in località San Giovanni del Monte, ed è legato direttamente alla Chiesa della Santissima Annunziata.
Esso sorse come una grancia, cioè come chiesa succursale. La grancia (dal francese grange=granaio) indicava una struttura edilizia utilizzata per la conservazione del grano e delle sementi; poi il complesso di edifici costituenti un’azienda agricola e, solo successivamente, una azienda di proprietà monastica. Si presenta costruita su due livelli di epoca diversa: la grancia vera e propria del XV secolo e su questa la chiesa risalente al XVII secolo.

Eremo di San Menna
L’Eremo di San Menna o Mennato (IX secolo) è il luogo dove la tradizione vuole che sia vissuto in volontario esilio San Menna eremita. S. Menna, Santo Patrono di Vitulano, nacque a Vitulano nel VI secolo d.C. all’epoca della dominazione longobarda. E’ il “vir Dei” di S. Gregorio Magno che lo ricorda nei suoi Dialoghi. Le incalzanti dominazioni barbariche devastarono il Sannio e indussero San Menna a rifugiarsi, solitario eremita, sui monti della sua terra. Invocato, soprattutto, per il latte materno da parte delle donne che ne erano sprovviste, la sua fama ben presto si diffuse in tutta l’Italia meridionale, trovando maggiore slancio dopo la conversione dei Longobardi del Sannio al Cristianesimo (VII secolo d.C.). La sua vita, i fatti prodigiosi a lui attribuiti e la sua opera di difensore dei deboli e della tradizione religiosa ne fecero l’”Apostolo del Sannio“. Morì intorno al 583. Nel 1094 Roberto conte di Alife e di Caiazzo fece trasportare le reliquie dell’eremita, rinvenute in un oratorio sul Monte Taburno, nella Cattedrale di Caiazzo. In seguito le reliquie furono trasferite in S. Agata de’ Goti, in una chiesa che porta oggi il suo nome e che Papa Pasquale II consacrò nel 1110. Fu eletto il 10 aprile 1705, in solenni assemblee di popolo e di clero, Patrono di Vitulano. E’ venerato sia nella Valle Vitulanese che in molte diocesi dell’Italia meridionale.
Il Tempio di San Menna nell’antichità probabilmente non era un Eremo, ma un edificio di Culto di più considerevoli dimensioni molto trafficato di fedeli ed anche forestieri.
La sua edificazione avvenne verso il 975, a spese di Teodrice ed Assueto figli di Aroaldo di Tocco.

23 novembre – Monte Pentime