3 marzo 2024

Monti Tifatini
dall’Oasi WWF Bosco di San Silvestro al torrione della cascata della Reggia di Caserta

In occasione delle celebrazioni Vanvitelliane 1773 – 2023
in collaborazione con WWF Sannio

Direttori
ASE Michelino Barricella (BN) – 328.3270168
ASE Angelo Campone – 328.7039800
Tipologia di percorso
Anello
Difficoltà
T (Turistica)
Dislivello
circa 130 m
Durata
3:00 ore (escluse le soste)
Lunghezza
circa 6 km

Scheda tecnica (PDF)

Appuntamenti

ore 08.00

Appuntamento a Benevento in via Gabriele D’Annunzio (coordinate GPS : N 41.128128, E 14.793585) e partenza con auto proprie alla volta dell’Oasi WWF Bosco di San Silvestro, via dei Giardini Reali 78 CE, Km 56 – circa 65 minuti.

ore 09.15

Raduno presso l’Oasi WWF Bosco San Silvestro, via dei Giardini Reali 78, Caserta (Coordinate GPS  : N 41.101462, E 14.322789)  ed inizio escursione entro le ore 09.30.

ore 14.00

Orario presunto di termine dell’escursione.

Itinerario

Ingresso Oasi WWF Bosco San Sivestro (190 m), sentiero acquedotto Carolino – torrione della Cascata della Reggia, Aree didattiche -Vigna San Silvestro, Ruderi cisterna Acquedotto di Giove (290m), Punto panoramico sul Parco della Reggia, Centro Visite Real Casino, Ingresso Oasi WWF Bosco San Sivestro.

Equipaggiamento

Scarpe da trekking, abbigliamento a strati adatto alla stagione, cappello, giacca a vento o mantellina antipioggia, bastoncini da trekking, colazione a sacco, acqua.

Partecipazione

L’escursione è aperta sia ai soci CAI che ai simpatizzanti muniti dell’idonea attrezzatura, previa sottoscrizione dell’assicurazione giornaliera obbligatoria (costo 8,40 euro). Per la partecipazione è prevista una quota di 10 euro da versare all’ingresso dell’Oasi, comprensiva di ingresso, con utilizzo area parcheggio auto, area pic-nic,  guide WWF e  degustazione prodotti locali. 
Per partecipare è obbligatorio prenotarsi entro venerdì 1 marzo contattando uno dei direttori d’escursione.

La partecipazione all’escursione implica la conoscenza integrale e l’accettazione incondizionata del programma dell’attività, come presentato nella scheda di escursione, e delle norme del “Regolamento di partecipazione alle attività Sociali”  del C.A.I. di Benevento, disponibile all’indirizzo https://bit.ly/3wq5Ilo. 

Avvertenze

a) I Direttori di escursione si riservano di modificare in tutto o in parte l’itinerario in caso di necessità.

b) I Direttori per la loro responsabilità si riservano di escludere dalla propria escursione i partecipanti non adeguatamente attrezzati e allenati.

Per info e adesioni contattare

Michelino Barricella – 328.3270168
Angelo Campone  – 328.7039800

Descrizione dell’itinerario

L’escursione è la quarta tappa del percorso lungo l’Acquedotto Carolino, organizzato in occasione delle celebrazioni Vanvitelliane, iniziato dalle Sorgenti del Fizzo a Bucciano e che ci ha condotti  fino ai Ponti della Valle di Maddaloni dal torrino n.1 al n.50.

Si svolge nel tratto terminale dell’Acquedotto presente all’interno dell’Oasi naturalistica WWF del Bosco di San Silvestro. L’oasi si estende su una superfice di 76 ettari sulle colline di Montebriano e Montemaiuolo che sovrastano la cascata  della Reggia di Caserta, tra il complesso del Belvedere di San Leucio ad ovest e Caserta Vecchia ad est. In passato era la Reale tenuta di San Silvestro, i cui terreni furono acquistati dai Borboni nel 1750 per l’impianto della cascata del parco alimentata dall’Acquedotto Carolino e per attività venatorie ed agricole e faceva parte con il sito di San Leucio, il Parco ed il Giardino Inglese, delle “Reali Delizie” annesse alla Reggia di Caserta, tutti monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1997.

Dal cancello di ingresso dell’Oasi, accompagnati dalle guide dell’oasi, ci dirigiamo verso nord lungo il sentiero storico, transitando vicino a pannelli esplicativi che segnalano le malattie degli alberi causate da batteri ed insetti vicino ai resti di un tronco roverella; di seguito, un altro pannello descrive la rete alimentare del bosco. Siamo sul sentiero che transita sull’Acquedotto Carolino nel tratto che portava l’acqua al Real sito di San Leucio per fornire energia motrice per i torcitoi delle seterie Reali. Attraversando un bosco di lecci ed osservando verso est la cima del Monte San Leucio. che sovrasta il complesso del Belvedere di San Leucio, giungiamo al torrione da cui sgorga l’acqua che alimenta la cascata artificiale della Reggia e, scorrendo lungo il versante sud del Monte Briano, giunge dopo un balzo di circa 80 m  all’ultima  fontana della “Via d’Acqua” del parco, con i due pregevoli gruppi scultorei di Diana ed Atteone che raffigurano un episodio delle Metamorfosi di Ovidio.

L’accesso al torrione ed al tratto successivo del sentiero sull’Acquedotto Carolino che transita vicino all’ ultimo torrino n.67 e poi fino al muro perimetrale dell’oasi è chiuso da un cancello; il passaggio non è consentito per lavori di manutenzione sul sentiero. Ritorniamo sui nostri passi e continuiamo l’escursione per ammirare le altre bellezze dell’oasi transitando vicino all’area dello stagno, il giardino delle farfalle nei pressi della foresteria e poi, dopo l’area delle testuggini, nella splendida rinata vigna di San Silvestro con vigneti autoctoni di pallagrello bianco e rosso, vino preferito dalla Famiglia Reale dei Borboni. Attraversiamo la vigna  e, dopo aver osservato nell’area  ricovero rapaci  un gheppio ed un barbagianni,   deviamo verso sudest per percorrere un  tratto del sentiero lungo il tragitto dell’acquedotto di Giove Fontanelle che alimentava ii Reale Casino del Bosco  fino a raggiungere i ruderi di una grande cisterna.

Proseguendo indietro verso ovest all’incrocio con il sentiero proveniente dalla vigna raggiungiamo, in direzione sudovest con breve deviazione, un punto panoramico nel fitto bosco di lecci con splendida vista sulla “Via d’Acqua” del Parco con le vasche e le fontane di Cerere, Eolo e dei Delfini ed in fondo la maestosa Reggia. Il nostro cammino continua in direzione nord per raggiungere il complesso del Real Casino di San Silvestro, utilizzato dal Re durante la caccia nei boschi vicini e per disporre di locali per la fattoria ove è presente il centro visite con sala proiezione, riunione e sala mostre ed all’esterno l’area attrezzata pic-nic dove effettueremo una breve sosta per degustazione prodotti locali.

Dopo aver assistito alla proiezione di un breve filmato sulla storia ed attività dell’Oasi WWF e dopo aver recuperato le auto nell’area parcheggio ritorniamo verso l’ingresso dell’Oasi dove termina l’escursione.

  Notizie storiche sull’Acquedotto Carolino

L’Acquedotto Carolino, del pubblico demanio dello Stato, per la complessità di progettazione e per le notevoli difficoltà e problemi incontrati nella fase di realizzazione, rappresenta uno dei grandi capolavori del genio architettonico di Luigi Vanvitelli di cui quest’anno  si concludono le celebrazioni per i 250 anni dalla morte . Commissionato dal re Carlo III di Borbone, i lavori si protrassero da marzo del 1753 fino al 1770, con una spesa complessiva di 622.424 ducati, durante i quali furono ritrovati i resti di un antico acquedotto romano, detto dell’Acqua Giulia, perché dedicato a Giulio Cesare, che alimentava la città di Capua.

L’opera fu progettata e realizzata con lo scopo, da un lato di alimentare le “Reali Delizie” ( il parco delle fontane ,le cascate ed i giardini della Reggia di Caserta, il Bosco di San Silvestro ed il Casino Reale di caccia , i torcitoi delle Seterie Reali ed il Palazzo Belvedere di San Leucio, la Reale Tenuta di Carditello)  dall’altro, per incrementare il rifornimento idrico della città di Napoli, allacciandosi al seicentesco acquedotto del Carmignano. Fu realizzata in tre tronchi: dalle sorgenti Fizzo al Monte Ciesco (tra Moiano e  S.Agata dei Goti), da questo al Monte Garzano e l’ultimo tratto fino alla Reggia di Caserta. Lungo il percorso, utilizzando la forza motrice dell’acqua, furono realizzati mulini ad acqua, opifici per lavorazione tessuti e piccole fabbriche per la lavorazione dl ferro e rame.

L’Acquedotto Carolino, partendo, da quota 250,50 m.s.l.m., alle falde del Monte Taburno, area tra le più interessanti ed affascinanti dal punto di vista paesaggistico, storico ed archeologico dell’entroterra campano, raccoglieva le acque di undici sorgenti nel territorio del principe della Riccia di Airola poi donate al Re. Le acque furono convogliate in località Fizzo in due collettori Carcarelle e Ficucelle e poi scaricate due vasche di decantazione. A protezione delle sorgenti e per garantire la purezza e l’integrità delle falde fu istituita nel 1786 dal Re Carlo III la Riserva Reale del Monte Taburno.   Si sviluppa per un percorso di 38,48 km con un condotto interrato largo 1,20 m ed alto 1,40 m circa, a pelo libero, con dislivello di 47,85m (202,65 m s.l.m quota di arrivo al torrione della cascata) ed una pendenza media di1,24mm/m, E’ segnalato, lungo il percorso, dalla presenza di 67 torrini a pianta quadrata con copertura piramidale, utilizzati per ispezione, come sfiatatoi e scarico del troppo-pieno. Per la realizzazione del canale, tenendo conto dei vincoli altimetrici che impone la soluzione a pelo libero, si rese necessario il superamento di una serie di ostacoli legati alla diversa natura geologica dei terreni attraversati ( paludi in località Bucciano e Pastorano) ed alla topografia del territorio che presenta monti, che dovettero essere traforati (5 trafori realizzati con  notevoli dispendio di denaro e vite umane), e vallate per il cui superamento si rese necessaria la costruzione di tredici ponti, tra cui si ricorda il Ponte della Valle tra il Monte Longano e Garzano (lungo 529 metri, alto 55,80 m, su tre ordini di arcate di 19, 28 e 43 arcate – all’epoca il piu lungo d’Europa), il ponte Carlo III sull’Isclero nei pressi di Moiano a quattro arcate ed il ponte sul fiume Martorano nella valle di Durazzano.

Nel 1997 l’acquedotto Carolino assieme alla Reggia di Caserta e al borgo antico di San Leucio è stato dichiarato, dall’Unesco, Patrimonio dell’Umanità. Dal 2010 la gestione e tutela è stata affidata alla Soprintendenza BAPSAE di Caserta e Benevento.  Rappresenta un opera straordinaria ancora funzionante che assicura la fornitura idrica a molti abitanti del centro storico e delle frazioni di Sant’Agata dei Goti.  Rappresenta   un potenziale   attrattore turistico culturale anche per il collegamento con tutti i siti borbonici. Necessita, data la vetustità dell’opera, di interventi di restauro e ristrutturazione recentemente finanziati con fondi PNRR. nell’ambito di un bando per il restauro del complesso della Reggia di Caserta che contempla anche il recupero e la valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino. restauro e ristrutturazione recentemente finanziati con fondi PNRR. nell’ambito di un bando per il restauro del complesso della Reggia di Caserta che contempla anche il recupero e la valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino.

3 marzo – dall’Oasi WWF Bosco di San Silvestro al torrione della cascata della Reggia di Caserta