Attivitą

C’è chi cammina per comodi sentieri, chi arrampica su pareti vertiginose, chi si muove con gli sci ai piedi.

C’è chi scende nel buio delle grotte.

C’è chi studia la natura, il territorio, l’ambiente e cerca soluzioni per una migliore protezione e tutela.

Vivono nel Club Alpino Italiano infinite passioni, interessi diversi.

E l’obiettivo del Club Alpino Italiano è di offrire a ogni passione una risposta, a ogni interesse un aiuto concreto.

Sono risposte concrete i tanti rifugi, il grande numero di guide e istruttori, gli innumerevoli corsi, convegni, dibattiti.

E soprattutto scuole, pensate come centri di formazione e testimonianza di valori.

Un aiuto prezioso sono il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, il Servizio Valanghe, libri e pubblicazioni per una più approfondita conoscenza, le tante Commissioni che si occupano di medicina di montagna o dello studio del territorio o della verifica dei materiali - come corde, moschettoni impiegati nell’arrampicare.

Certo, il Club Alpino Italiano è una struttura aperta e mai rigida, attenta ad accogliere tutti coloro con la passione della montagna.

Qualunque essa sia.

 

Il Club Alpino Italiano nasce il 23 ottobre 1863 "nel Castello del Valentino, in Torino, all'una pomeridiana", come si legge nel "processo verbale della prima adunanza dei soci ". Un documento assai scarno, da vecchio Piemonte. La seduta costitutiva dura circa tre ore, con l'approvazione dello statuto e la nomina dei "direttori", ossia dei primi dirigenti.

A presidente viene eletto un nobile, il barone Ferdinando Perrone di San Martino, relativamente giovane, elegante, occhi profondi, ampi baffi di sverzino arricciati in punta, come s'usava.

All'adunanza "molti vennero da lontano". Sembra che i fondatori siano stati circa duecento ma la distinta esatta non ci è più pervenuta.

Il seme però viene gettato bene. E produce.

Quella dell'ottobre 1863 è la costituzione, per così dire, "burocratica" del Club alpino italiano. La vera fondazione risale a qualche mese prima (il 12 agosto 1863) quando Quintino Sella, scienziato e statista biellese, sale al Monviso con tre amici. Sulla montagna che dà vita al Po, in Quintino Sella nasce l'idea di radunare gli alpinisti italiani in un Club come era avvenuto l'anno prima in Gran Bretagna e in Austria, e pochi mesi avanti in Svizzera.

All'inizio il Club alpino italiano ha una sede unica, a Torino. Poi sorgono le prime "succursali": Aosta, Varallo, Agordo, Firenze, Domodossola, Napoli, Susa, Chieti, Sondrio, Biella, Bergamo, Roma, Milano, Auronzo, L'Aquila, Cuneo, Tolmezzo, Intra, Lecco ecc. Come si vede il respiro diventa subito. nazionale: grandi città e piccoli centri, dalle Alpi al Mezzogiorno.

Dopo la prima guerra mondiale confluiscono nel Club alpino italiano due importanti sezioni già ricche di storia e di attività: la Società degli Alpinisti Tridentini e la Società Alpina delle Giulie.

La vita ultrasecolare del Club alpino italiano è fatta soprattutto di entusiasmo e di volontariato. Sono queste le forze trainanti che hanno reso possibile un ampio ventaglio di realizzazioni a favore della montagna e dei suoi frequentatori: rifugi, bivacchi, sentieri, rimboschimenti, opere sociali.

Per facilitare concretamente la pratica dell'alpinismo il Club alpino italiano crea le guide: sia gli uomini (con la specifica formazione dei valligiani), sia i libri (con la descrizione dettagliata dei diversi gruppi montuosi).

A cavallo del secolo si va però affermando un nuovo genere di alpinismo: quello dei "senza guida". Nascono così - e siamo all'inizio del Novecento - le prime associazioni che daranno vita al Club Alpino Accademico Italiano, con lo scopo di creare affiatamento e unione di esperienze, nonché di promuovere l'ammaestramento pratico alle grandi ascensioni, lo studio e la descrizione di regioni d'alta montagna, la costruzione di piccoli rifugi, ecc.

Numerose sono le Sezioni che organizzano scuole e corsi di alpinismo favorendo in tal modo un elevatissimo numero di giovani che si accostano alla montagna con sicurezza e simpatia.

Il soccorso alpino è vecchio quanto l'alpinismo, ma negli anni Cinquanta (dapprima nel Trentino poi in tutta Italia) viene organizzato con criteri e mezzi moderni. Divenuto attività peculiare del Club, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico assume il ruolo vero e proprio di un servizio di protezione civile, non solo per gli alpinisti ma per tuffa la gente di montagna.
Infine, in questo succinto compendio del "curriculum vitae" del Club alpino italiano, non possiamo dimenticare le spedizioni extraeuropee. Una per tutte: la vittoria sul K2, la seconda montagna della Terra, conquistata nel 1954 da Achille Compagnoni e Lino Lacedelli. Un settore questo, dell'attività alpinistica negli altri Continenti, in costante espansione. Per tale motivo il Club alpino italiano ha acquistato il CISDAE (Centro Italiano Studi e Documentazione Alpinismo Extraeuropeo) realizzato dallo scrittore e fotografo Mario Fantin. Nella nuova sede di Torino il CISDAE è a disposizione di tutti (alpinisti, studiosi, ricercatori, non solo italiani) per consultazioni e informazioni.

CAMMINARE PER CONOSCERE

Camminare. Prendere un sentiero, staccarsi dalla città e dal rumore, entrare nel silenzio. Camminare per osservare, per guardare la natura: un libro ancora oggi ricco di valori e profondi significati.

Camminare adagio, per capire e conoscere meglio la "cultura del territorio": baite e alpeggi svelano un mondo contadino e alpigiano che a fatica resiste alla modernità dell'oggi.

E per camminare il Club Alpino Italiano, a stretto contatto con le comunità montane, impegna uomini e risorse nella manutenzione dei sentieri, nella riscoperta e valorizzazione di percorsi escursionistici di grande respiro. Un esempio per tutti: la realizzazione del "Sentiero Italia": un itinerario lungo 6.000 chilometri che da Reggio Calabria arriva fino a Trieste passando anche per la Sardegna e la Sicilia.

 

UN DELICATO ECOSISTEMA DA TUTELARE CON FORZA

Andare in montagna significa conoscerla e amarla, dunque difenderla.

Dietro le apparenze grandiose si nasconde un ambiente delicato e fragile nei suoi equilibri.

Quando il Club Alpino Italiano è nato la montagna incuteva timore, era terra di conquista, di grandiose esplorazioni.

Oggi la montagna soffre un turismo di massa, uno sfruttamento indiscriminato di tutte le sue risorse.

La tutela di queste risorse, il rispetto e lo sviluppo sostenibile sono un dovere: un dovere che il Club Alpino Italiano, riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente quale Associazione Ambientalista di interesse nazionale, ha nel cuore. Una tutela ambientale intesa come impegno, come "tutela attiva" e non solo "passiva e di semplice conservazione".

L'Agenzia per l'Ambiente e l'Osservatorio tecnico per l'Ambiente sono le strutture che il CAI dedica a questo scopo: costituite da esperti e professionisti, sono in grado di coordinare e promuovere una corretta politica del territorio e di intervenire con progetti concreti, con particolare attenzione alle aree protette.

Da anni esiste un organo tecnico, La Commissione Centrale per la Tutela dell'Ambiente Montano, che promuove e coordina tutte le iniziative di monitoraggio e difesa dell'ambiente montano.

Ma non c'è tutela senza appropriata conoscenza: studi e ricerche sull'ambiente geologico, faunistico, botanico, forestale e antropico vengono costantemente sviluppati dal Comitato Scientifico Centrale.

Nell'interno del Club Alpino Italiano opera una Commissione Medica. Il suo compito è di formazione e divulgazione. Tiene lezioni di medicina di montagna e organizza incontri. Sviluppa ricerca a stretto contatto con importanti università italiane. Organizza corsi per i gestori dei rifugi sulle tematiche del primo soccorso.

L'ESPERIENZA INSEGNA

La montagna non è un privilegio per pochi eletti.

Il Club Alpino Italiano mette a disposizione di tutti il suo patrimonio di conoscenze, attraverso le scuole e i corsi organizzati dalle sezioni di tutta Italia. Ce n'è veramente per tutti i gusti: dall'escursionismo alle discipline più impegnative, come la speleologia o l'arrampicata su ghiaccio.

In ogni caso non occorre essere superdotati per partecipare ai corsi, basta l'entusiasmo e il rispetto per l'ambiente naturale.

Gli istruttori insegnano le tecniche di base delle varie discipline, e chi ha "stoffa" potrà diventare un vero esperto e anche un istruttore.

E' importante infatti accostarsi alla montagna con un essenziale bagaglio di conoscenze. Conoscere quale abbigliamento usare, quale attrezzatura impiegare (scarponi, piccozza, corde...), come leggere una carta topografica, come muoversi sulla neve o su di un ghiaione...sono nozioni che è meglio apprendere dall'esperienza di un istruttore.

ALLA RICERCA DELL'IMMENSO

Nell'alpinismo la montagna prende un’altra dimensione, acquista altri valori.

Entrano in scena la verticalità, il vuoto, l'altezza. Non più paesaggi dolci e lineari. Non più boschi e pascoli. Al loro posto cime e cenge, ghiacciai e creste, pareti di roccia dove lo sguardo si perde nel cielo.

E' l'incontro dell'uomo con qualcosa di più grande, il confronto dell'uomo con l'immenso.

A coloro che desiderano provare questa emozione il Club Alpino Italiano offre tutta la sua esperienza.

Nei corsi di alpinismo si possono apprendere tutte le nozioni teoriche e pratiche. E' compito degli istruttori non solo fornire un corredo tecnico ma anche valutare le possibilità e le capacità dell'allievo. Arrampicare è una attività impegnativa che richiede una attenta formazione.

E l'emozione continua anche d’inverno con lo sci alpinismo. Una disciplina che richiede non solo abilità e preparazione fisica ma anche una attenta conoscenza dell'ambiente montano, del clima, del manto nevoso.

Anche per questa attività il Club Alpino Italiano programma corsi in molte sue scuole e sedi.

ALPINISMO GIOVANILE, LA MONTAGNA AIUTA A CRESCERE

Il Club Alpino Italiano lavora da anni con i ragazzi, nella convinzione che l'amore per la montagna e la natura sia una parte importante dell'educazione di una persona.

Offre corsi di alpinismo giovanile, coinvolgendo i ragazzi nel gioco affascinante dell'esplorazione e dell'avventura.

Collabora, in stretto contatto con il Ministero della Pubblica Istruzione, con le scuole e con il gruppo docente mettendo a disposizione sia materiale didattico come personale esperto.

L'obiettivo è di fornire agli alunni esperienze e testimonianze per un completo percorso formativo.

SPELEOLOGIA, UN AMORE PROFONDO

Per chi invece alle altezze preferisce le profondità della terra, il Club Alpino Italiano organizza Scuole e Corsi di speleologia.

Il regno delle grotte è un mondo di rara bellezza, un luogo incantato e di grande magia, privilegio di pochi.

Un mondo ancora sconosciuto e segreto dove l'esplorazione, la ricerca e gli studi scientifici hanno ancora infiniti orizzonti.

SICUREZZA SEMPRE

Molti non conoscono il Club Alpino Italiano, quasi tutti invece conoscono gli uomini di una sua particolare sezione: il Soccorso Alpino e Speleologico.

Stampa e televisione mostrano spesso i loro interventi in condizioni estreme. Salvataggi di alpinisti appesi in parete o di sciatori sommersi da una valanga o di speleologi intrappolati in una grotta.

Del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) fanno parte uomini scelti, il loro lavoro è duro e impegnativo, la loro formazione costante. Nel 2000 le persone soccorse sono state 5.025, nel 92% dei casi entro quattro ore dall'incidente. Non è certo un caso che, di tutti gli interventi, solo 445 sono stati in aiuto di soci del Club Alpino Italiano: perchè in questo club la sicurezza vuol dire soprattutto prevenire gli incidenti, imparando a conoscere le proprie capacità e le insidie della montagna.

LA GUIDA ALPINA, UN COMPAGNO FIDATO

La guida alpina è molto più di un lavoro.

Scegliere di andare in montagna con una guida significa avere accanto un esperto che conosce come affrontare una parete, raggiungere una cima, superare ogni difficoltà in tutta sicurezza. Significa soprattutto avere accanto una persona e non semplicemente un "tecnico".

Una persona che conosce l'arte dell'arrampicata ma capace anche di comunicare e trasmettere valori. Valori come la solidarietà e l'amicizia, perchè si arrampica legati ad una sola corda. Valori come l'amore della montagna, perchè una guida può aiutare a scoprire i mille segreti e le mille leggende che la montagna nasconde.

PER ALLENARE LA MENTE

In montagna si va anche con la mente.

Filmati, concerti, incontri con personaggi significativi dell'alpinismo e altre manifestazioni culturali sono organizzati in tutta Italia dalle sezioni del Club Alpino Italiano.

Un'occasione importante di scambio e incontro per tutti gli appassionati di montagna.

Un organo specifico, la Commissione Cinematografica, realizza ogni anno numerosi filmati per le sezioni e per le reti televisive nazionali, collabora a programmi sulla montagna anche con preziose immagini tratte dall'archivio storico.

Il Filmfestival di Trento, importante appuntamento per la filmografia mondiale sulla montagna ed il Filmfestival di Sondrio, mostra internazionale dei documentari sulle aree protette, trovano il Club Alpino Italiano in prima fila: è infatti tra i fondatori.

I libri, le riviste e il sito Internet (www.cai.it) sono una vera miniera di informazioni per chi è alla ricerca di nuovi itinerari e angoli di natura ancora sconosciuti.

"La Guida dei Monti d'Italia", in coedizione con il Touring Club Italiano, una collana unica in Italia, illustra le zone montuose delle Alpi e degli Appennini sia dal punto di vista storico, naturalistico, con informazioni sulle ascensioni e gli itinerari.

Oltre alle collane di libri e guide, è d'obbligo citare "La Rivista del Club Alpino Italiano", che da oltre un secolo informa sulla montagna, e "Lo Scarpone", mensile di servizio sulla vita del Club, entrambi spediti gratuitamente a tutti i Soci.

E' parte del patrimonio del Club Alpino Italiano il Museo nazionale della montagna "Duca degli Abruzzi". Si trova a Torino ed è aperto al pubblico tutti i giorni. Nel 2000 è stato visitato da oltre 41.500 persone. Si compone di 35 sale dove sono esposti importanti documenti, oggetti, manoscritti, manifesti, testimonianze dell'immenso mondo della montagna. Ospita e organizza anche mostre sempre sul tema della montagna.

Da non dimenticare la Biblioteca Nazionale. Con le sue decine di migliaia di titoli è una preziosa fonte di consultazione e memoria storica.

E per chi desidera uscire dai confini nazionali verso vette di altri mondi il Centro Italiano Studio Documentazione Alpinismo Extraeuropeo (CISDAE) offre un'ampia lettura.